martedì 11 aprile 2017

Fuochi e Maendeleo

Di questi giorni le notizie preoccupanti in provenienza da alcune differenti zone geografiche del nostro Congo (RDC) rimbalzano sui media internazionali. Alcuni fuochi accesi ma il paese non è in fiamme. 

Si tratta innanzitutto dell’instabilità politica nella capitale Kinshasa, con l’intera classe politica al governo e all’opposizione che continua a stare “in sella” malgrado l’epirazione del loro mandato. La non-organizzazione delle nuove e necessarie elezioni permette agli eletti di oramai undici anni fa, di stare dove sono (governo e opposizione) godendo del potere o almeno di un salario, ed è oramai evidente la strategia di continuare all’infinito inutili e dilatori dialogi e mediazioni tra le parti, in quanto nuove elezioni metterebbero a repentaglio lo status quo a loro svantagio.

Un altro focolaio di disordini è situato nella regione del Kasai, dove militari e miliziani di una setta/partito politico si affrontano apertamente da alcuni mesi e dove si contano oramai qualche centinaio di morti, tra i quali due operatori dell’ONU di nazionalità americana e svedese. Nell’Est del paese altre “ribellioni” sono sempre sul punto di esplodere e le stesse forze dell’ordine o forze armate varcano il limite del loro ruolo di difensori della legge per stringere patti con i numerosi gruppi armati che infestano la zona rendendo difficili le comunicazioni, il trasporto di materiali ed il normale funzionamento del quotidiano ritmo di vita.

Fortunatamente noi abitiamo una zona interna, che rimane calma dal punto di vista “sicurezza”. Gli unici piccoli problemi vengono dalla polizia locale che arrotonda lo stipendio estorcendo contributi non dovuti dai viaggiatori che percorrono la strada principale, generalmente privi di documenti di circolazione. L’altro pericolo sempre in agguato è la situazione economica precaria che attanaglia la quasi totalità delle famiglie e che ha come effetti collaterali i periodici momenti di crisi per cui diventa quasi impossibile accedere alle cure mediche o garantire l’accesso alla scuola per i propri figli od una alimentazione equilibrata e sufficiente ai bimbi delle famiglie numerose.

A Babonde, in questa relativa tranquillità, continuiamo a visitare i villaggi che sono affidati alla nostra missione, preparando i cristiani a ricevere i sacramenti. Da alcune settimane abbiamo ricevuto in comunità un diacono nostro confratello, Joseph, che vivrà un’esperienza pastorale di alcuni mesi. Oltre ad aumentare il numero della nostra “famiglia” ci darà un buon aiuto nella visita ai villaggi e nella celebrazione dei battesimi.

Abbiamo cercato in questo periodo di rinnovare e rinforzare la commissione “Maendeleo”  che nella lingua Kiswahili significa “Sviluppo/Progresso”. In Francese  si traduce “Developpement” ed aggiungiamo l’aggettivo “durable”, “Progresso duraturo”. Il titolo della commissione è altisonante, addirittura sproporzionato rispetto alle possibili relaizzazioni in un contesto economico fragile abbandonato a se stesso.
In concreto con l’aiuto di un agro-veterinario abbiamo “importato” da un famoso centro di ricerca forestale ed agricola congolese – Iangambi, non lontano dalla città di Kisangani -  dei semi selezionati di caffé e di cacao. A partire dal mese di marzo abbiamo messo i semi nell’apposito terreno per la germinatura delle piantine in attesa di poterle poi mettere a dimora in quello che sarà il luogo definitivo in attesa della produzione dei frutti (4/5 anni per il cacao; 3/4 anni per il caffé).
E’ un investimento un  pò all’oscuro, un azzardo senza una orgnizzazione più ampia, statale. Per il momento dei privati aquistano il raccolto annuale e una piccola speranza si è aperta il varco: se la produzione sarà di una certa importanza potrebbero arrivare fino a Babonde. Per il momento lavoriamo sulla speranza, vedremo, se son rose... La commissione Maendeleo é coraggiosa ed entusiasta in questi mesi ed attende un successivo momento per lanciare un’altra iniziativa e cioé l’introduzione di qualche nuova semplice tecnica di allevamento di maiali e l’introduzione di una nuova razza. Alimentare la speranza non è mai sbagliato.


Il tempo è tiranno. Colgo l’occasione di questo post per agurare a tutti una Santa ed ogni anno migliore Pasqua.